Che modi sono?!

Comprendere il testo 2- Premessa

Quando vogliamo informarci siamo esposti a messaggi che ascoltiamo o leggiamo e che dobbiamo decodificare. La decodifica di alcuni messaggi può risultare difficile. Alcuni messaggi possono prestarsi a equivoci.

Dai messaggi riceviamo sensazioni, cioè le risposte immediate dei nostri sensi agli stimoli (suoni, colori, simboli), che devono essere selezionate e organizzate per poter essere interpretate.

Noi attribuiamo un significato alle parole che ascoltiamo o leggiamo e tutte hanno importanza. Vedremo in questa serie di schede che funzioni hanno e quali sono elementi-chiave.


Dopo aver visto l’importanza del verbo nella frase, vediamo ora quanti e quali sono i modi del verbo.

In italiano, i modi si dividono in FINITI E INDEFINITI.

La differenza sta nel fatto che un verbo in un modo finito è coniugato, cioè la sua forma cambia a seconda del soggetto: singolare o plurale e di prima, seconda o terza persona. I modi indefiniti, invece, non hanno soggetto e sono forme implicite, cioè la loro funzione deve essere dedotta da quanto espresso nelle frasi da cui dipendono.

Ad esempio, “siamo andati” è un verbo in un modo finito, mentre “andando” è un indefinito.

Quali sono i modi finiti?


Indicativo, congiuntivo o condizionale?

Come abbiamo visto sopra, l’indicativo serve per esprimere certezze, mentre il congiuntivo si usa per esprimere ipotesi.

Quindi si dirà: “Credo che Dio esiste“, ma “Credo che esista un’altra possibilità”.

Se questa regola fosse sempre seguita, nei media dovremmo trovare l’indicativo quando vengono raccontati fatti e il congiuntivo quando vengono espresse delle ipotesi o immaginati degli scenari. Inoltre, dovremmo trovare dei condizionali quando l’ipotesi proposta è vincolata al realizzarsi di una certa condizione.

L’analisi dei verbi è quindi uno strumento che possiamo usare per valutare la solidità di un argomento e, volendo, anche la correttezza dei giornalisti.


Quali sono i modi indefiniti?

Quando il lavoro tocca a noi…

I modi indefiniti hanno due forme: il presente e il passato. Non sono coniugati, quindi non forniscono alcuna indicazione su chi compie l’azione. L’informazione che serve deve essere dedotta dal contesto della frase principale. Sono infatti dette forme implicite (sottintese, deducibili) del verbo. Sono forme ambigue e il lavoro di deduzione è tutto a carico di chi riceve il messaggio, specialmente nel caso del gerundio.

Qualche strumento utile

  • Questa tabella, tratta dalla voce “Coniugazione verbale” (a cura di Riccardo Cimaglia) dell’Enciclopedia Treccani online, presenta i modi dei verbi e i relativi tempi semplici e composti:

  • Il file scaricabile qui sotto, tratto da Guide Didattiche Gratis contiene la coniugazione dei verbi italiani, sia ausiliari (essere e avere) che regolari (come esempio sono stati usati i verbi amare, temere e sentire) in tutti i modi e tempi.
  • Una breve guida all’uso del CONGIUNTIVO, a cura di ILLIBRAIO.IT: QUI

Tutto chiaro?

Mettiti alla prova con questo quiz:

Che modo è?