Coltivare le relazioni

Gli insegnanti sanno che ci sono piccole cose che permettono di creare e mantenere relazioni positive con i propri studenti: conoscere i loro nomi, chiedere come sono andati la gara o il saggio di musica a cui hanno partecipato, sapere ascoltare…

Gli studenti si sentono riconosciuti, valorizzati, connessi e sono maggiormente coinvolti nel processo di apprendimento.

Cicely Woodard, un’insegnante di matematica esperta, ha condiviso le sue strategie per stabilire buone relazioni con e tra gli studenti.

Anche per lei la prima cosa da fare, con una classe nuova è imparare in fretta i nomi dei ragazzi e farli imparare a tutta la classe. A questo scopo, abbiamo preparato un file pdf “editable”, che può, cioè, essere compilato e poi stampato. Lo trovate nella sezione RISORSE GRATUITE SCARICABILI. Ci sono tre “cartellini dei nomi” per pagina. Si compilano con i nomi degli studenti, si stampano, si ritagliano e poi si piegano a metà per farli stare in piedi. Per le sue caratteristiche, la risorsa è per la scuola primaria. Per i più grandi si possono preparare cartellini molto più semplici, scritti a mano. Non ci baderanno!

Come abbiamo già visto, è consigliabile assegnare i posti. Quindi i cartellini vanno già messi sui banchi il primo giorno. C’è chi consiglia di assegnare il posto secondo l’ordine alfabetico, chi invece li assegna a caso sulla mappa della classe. Cicely consiglia poi di spostare spesso i ragazzi. Almeno all’inizio, ciascuno porterà con sé il cartellino del proprio nome.

Un modo simpatico da usare con i ragazzi più grandi (e che si conoscono già) è quello di riceverli sulla porta e consegnare a ciascuno un foglietto con una domanda e dirgli che il suo posto è quello dove troverà la risposta giusta.

Un altro modo per imparare e far imparare i nomi è quello di chiedere a uno studente di presentarsi con il nome e di dire qual è il suo animale/colore/film ecc… preferito. Il secondo studente seduto accanto fa la stessa cosa, ma deve anche ripetere quello dello studente che lo ha preceduto. E così il terzo (che dovrà ricordarne due). E così via, fino ad arrivare a noi. Ed è lì che il gioco si fa duro: noi dovremo ricordarli tutti! (un consiglio: se i ragazzi sono a disagio a parlare in pubblico o la classe è numerosa ci si può dividere in gruppi).

È un giochetto divertente che si presta a varianti (ad esempio, far passare un oggetto, lanciare una palla, mettere i ragazzi in cerchio…) e che aiuta a imparare presto i nomi di tutti. Ottimo per rompere il ghiaccio. Per alleviare la tensione, si può far ripetere i nomi a tutti a voce alta (aiuta anche la memorizzazione) e interrompere il gioco quando diventa troppo difficile.

Un altro consiglio di Cicely è quello di chiedere ai ragazzi di portare da casa qualcosa che rappresenti se stessi o la loro cultura. Ne parleranno alla classe per pochi minuti. Il tono di voce da esercitare è quello della “presentazione“. Vederli singolarmente mentre si presentano alla classe aiuta anche a ricordare i loro nomi. Cicely consiglia di dedicare a questa attività una decina di minuti al giorno, fino a quando tutti avranno avuto la possibilità di esercitarsi nello “show and tell”.

Qui sotto un disastroso esempio di “show and tell” dalla serie “I Simpson”. Ma non necessariamente deve andare così.

The Simpsons ® Show and tell

Cicely dice anche che gli insegnanti delle scuole d’infanzia e della primaria sono molto bravi a mettere in mostra i lavori dei loro allievi, quelli dei ragazzi più grandi molto meno. Consiglia invece di farlo. Non solo rende gli studenti orgogliosi del loro lavoro, ma mostra che la loro crescita non è solamente fisica, ma anche intellettuale ed emotiva. Una buona idea può essere quella di fotografarli e condividerli sulla pagina web della classe o della scuola.

Ancora un’idea: individuare dei brevi momenti (una decina di minuti) per chiacchierare e, uno alla volta, raccontare brevemente qualcosa che è successo nel fine settimana o nella settimana precedente. Cicely lo fa ogni lunedì. Se se ne dimentica, sono gli studenti a richiedere questo momento di condivisione.

L’ultimo consiglio di Cicely merita una riflessione e un approfondimento: imparare (e insegnare) ad ascoltare. Ne parleremo quando discuteremo di ascolto attivo e di come gestire discussioni e dibattiti.

Quali sono i vostri metodi preferiti per coltivare buone relazioni con e tra i vostri ragazzi? Quale trucchi usate per ricordare i loro nomi? Avrei davvero piacere di conoscerli!

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