Cosa avrà voluto dire?

L’immagine è di Andrea Piacquadio 

Abbiamo visto quanto è importante il verbo nella frase e che ci sono modi verbali, detti indefiniti, che non hanno soggetto.

Di questi, il più problematico è il gerundio. Se usato male, con sciatteria o con pigrizia, il gerundio può risultare equivoco. Cioè: chi riceve il messaggio può capire male quello che si intendeva dire.

La prima cosa che si tende a fare, incontrando un gerundio, è dare per scontato che il soggetto (sottinteso) sia lo stesso della proposizione principale. In effetti è così.

Ecco un esempio: “Essendo ottimista, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno.” Qui sono io sia a essere ottimista, sia a vedere il bicchiere mezzo pieno.

Quindi, se intendo parlare di un’altra persona, ad esempio di te, non basta dire: “Essendo ottimista, so che vedi sempre il bicchiere mezzo pieno. Chi è qui a essere ottimista? Tu o io? Se sei tu, allora bisognerebbe dire: “Essendo tu ottimista, …” o meglio ancora: “Siccome sei ottimista, …”

Purtroppo il gerundio è molto usato nel linguaggio burocratico e spesso il significato è ambiguo, proprio là dove la chiarezza dovrebbe essere la regola. Nella sua «Guida agli Enti Locali», Michele A. Cortelazzo riporta questi esempi:

“L’imposta è determinata applicando al valore degli immobili suddetti l’aliquota …”, qual è il soggetto di applicare? Cioè, chi applica l’aliquota? È una domanda alla quale non si riesce a dare risposta; e questo non è certo un esempio di chiarezza e trasparenza. Oppure, nella frase “le modalità per l’assunzione a contratto sono definite dalle singole amministrazioni prevedendo comunque che il trattamento economico degli interessati non può essere inferiore a quello tabellare delle qualifiche di riferimento né superiore a quello in godimento del personale”, il soggetto di prevedendo è “le singole amministrazioni” o “le modalità”? Da: Gerundio a doppio taglio.

  • La prima cosa da fare, quindi, quando si incontra un gerundio è verificare se il soggetto è lo stesso della frase principale.

Prendiamo questo esempio, tratto da un articolo di Libero pubblicato online il 13 febbraio 2021:

Se questo rappresenta il bicchiere mezzo pieno – con il messaggio implicito che vuole la svolta responsabile di Salvini “premiata” ma attesa adesso dalla prova del governo in coabitazione con gli europeisti – il primo mal di pancia giunge scorrendo la lista dei confermati dall’esperienza del Conte II. Proprio su due fronti caldissimi per la Lega: immigrazione e salute.

A chi viene il mal di pancia?

Oppure questo, un post su Facebook, sempre sulle vicende legate al Governo Draghi, pubblicato da Vittorio Sgarbi:

La conferma di Di Maio, Speranza e Franceschini, rende questo Governo una malinconica fotocopia del Governo Conte, cercando solo di accontentare, in modo spudorato, tutte le componenti politiche”.(Vittorio Sgarbi, Facebook, 12 febbraio 2021)

Questo tipo di equivoci si crea se chi comunica non riesce o non vuole essere chiaro. Si può anche decidere di usare il gerundio per brevità o per pigrizia e lasciare così a chi riceve il messaggio l’onere di interpretarlo. Oppure si può essere in mala fede e si desidera essere volutamente ambigui.

Ma l’ambiguità del gerundio non è legata solo alla mancanza del soggetto. Ce lo spiega bene questo video:

Didascalia originale del video (del 2015): Da Salvini che dice che “migrante” è un gerundio, a chi sostiene che il gerundio è brutto, questo modo verbale è sicuramente poco noto. Il professor Tartaglione chiarisce le idee in proposito in questo video del canale YouTube di ALMA Edizioni | Lingua e cultura italiana.

Sono d’accordo con il professore. Non si può dare un giudizio estetico su un modo verbale. Se esiste, un motivo c’è. C’è e basta. Si tratta solo di imparare a riconoscerlo.

Nel caso del gerundio bisogna però tenere presente che, come spiegato nel video, può avere varie funzioni:

  1. ipotetico: Facendo attenzione, non ti sbagli = Se fai attenzione
  2. temporale: Andando al mare ho visto il nuovo ponte = Mentre andavo al mare
  3. modale: Guardava la TV pensando ad altro = in modo distratto
  4. causale: Avendo perso la partita era molto nervoso = Siccome aveva perso la partita
  5. strumentale o finale: Abbiamo pubblicato i dati, informando così tutti i cittadini = …al fine di informare
  6. concessivo (sempre preceduto da “pur”): Pur volendo non potrei = Anche se volessi
  • La seconda cosa da fare, quindi, è capire che funzione svolge il gerundio provando rispondere a una domanda: quando? come? perché? a quale condizione?

Queste due procedure

  1. identificare il soggetto sottinteso
  2. rispondere a una domanda

servono a rendere esplicite le frasi e a chiarire il significato del messaggio. Tecnicamente, il risultato si chiama “disambiguazione“, cioè eliminazione dell’ambiguità.

Michele Cortellazzo cita Giovanni Nencioni, il presidente emerito dell’Accademia della Crusca,

“in una promessa, in un contratto, in una testimonianza, in un interrogatorio la disambiguazione del gerundio può rendersi necessaria: ben diversa infatti è la portata pratica di un gerundio ipotetico da quella di un gerundio temporale o causale”.

Lo sforzo di interpretazione non dovrebbe toccare a noi, perché l’onere della chiarezza è tutto su chi comunica. Però dobbiamo farlo. Un esempio di lettura “attiva”, l’unica che permette davvero di capire che cosa leggiamo (e ascoltiamo) e di informarci usando la testa. E soprattutto ci dobbiamo impegnare per capire perché è stato scelto un gerundio.

E’ qui che noi, lettori attenti, dobbiamo prestare la massima attenzione. Quindi, stiamo in campana! Quando incontriamo un gerundio, disambiguiamolo.

E poi, dopo aver sciolto la frase, cioè dopo averla esplicitata, cerchiamo di capire perché l’informazione ci è stata fornita in modo così poco chiaro. Necessità di brevità? Ignoranza delle regole? Sciatteria? Mala fede? Un altro passo verso la lettura attiva e l’informazione consapevole.

Proviamo a “disambiguare” i gerundi in questi esempi. Alcuni sono tratti da testi letterari, altri da articoli di giornali, un paio sono proverbi, altri pura invenzione…