E se ci andassimo a piedi?

Nonostante le rassicurazioni del Ministero dei trasporti, l’affollamento dei mezzi pubblici è una grande preoccupazione, soprattutto per i genitori che non possono accompagnare i figli a scuola in auto.

Andare a piedi è un’alternativa che non ho ancora trovato sui social, dove invece abbondano proteste e immagini di mezzi sovraffollati. Non è praticabile per chiunque, naturalmente. Però forse vale la pena di prenderla in considerazione dove ce ne siano le condizioni.

Quali fattori considerare? Innanzitutto la distanza tra casa e scuola. Poi, l’età dei ragazzi. E, naturalmente, la pigrizia.

Certamente andare a scuola (o al lavoro) a piedi porta via più tempo. Ma quanto esattamente? Camminando normalmente in pianura si percorrono circa 4,5 km all’ora. Se la distanza tra scuola e casa la supera, allora forse questa non è un’alternativa praticabile.

L’età: è una questione annosa. Solo dopo i 14 anni e se frequentano le superiori i ragazzi possono andare e tornare da soli, se si interpreta alla lettera l’art. 591 del codice penale:


Abbandono di persone minori o incapaci –
Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque ann
i.

Sulla pigrizia, a ciascuno la propria valutazione…

Foto: wvi.org

Quali sono, però, i vantaggi? Chiaramente, una maggior protezione dal contagio, poiché si evita di accalcarsi su mezzi strapieni; ma ci sono indubbi vantaggi fisici e psicologici.

I tassi di obesità in bambini e adolescenti sono in aumento. I dati UNICEF su 41 Paesi ad alto reddito, segnalano che i tassi di sovrappeso e obesità dei bambini: in Italia “il 36,9% di bambini e ragazzi tra 5 e 19 anni si trovano in questa situazione”. Andare a scuola a piedi migliora l’attività cardiocircolatoria e aiuta a perdere peso.

Ma i vantaggi sono anche psicologici: alcuni studi hanno mostrato che i ragazzi che vanno a scuola a piedi migliorano i loro risultati scolastici in termini di abilità verbali, numeriche e logiche, sono più attenti e all’erta, hanno minori livelli di stress e maggiori livelli di felicità e di rilassamento durante il tragitto.

Inoltre, andare a scuola a piedi rafforza il senso di indipendenza, con una positiva ricaduta sull’autostima e sulla capacità di prendere decisioni. Io voglio aggiungere che camminando si osserva meglio l’ambiente. Si impara quindi a conoscere il proprio quartiere e quello dove si trova la scuola.

Un altro studio ha riscontrato una correlazione tra l’attività fisica e una minor predisposizione alla depressione in età adulta.

Dunque sembrerebbe che i vantaggi siano davvero molti. Come superare gli svantaggi?

Occorre una certa quantità di organizzazione (un campo di cui noi italiani non brilliamo molto) e di creatività (qui sì che siamo nel nostro campo!).

  • Conviene calcolare la distanza e il relativo tempo di percorrenza: qui ci viene in aiuto GoogleMaps. Si può provare il percorso, magari la domenica mattina e scegliere il migliore, così da decidere a che ora puntare la sveglia.
  • Preparare i libri la sera prima e pesare lo zaino. Le indicazioni sono quelle di non superare il 10-15 per cento del peso corporeo.

Meglio lo zaino del trolley (che costringe a una postura sbagliata e fa sfigato). Caricarlo in modo equilibrato e non portarlo solo su una spalla, che fa figo ma anche molto male alla schiena.

Lo zaino va indossato regolando gli spallacci in modo che il peso appoggi sulle vertebre toraciche (dette anche dorsali): l’ideale è la zona T12.

  • Preparare un paio di panini: uno da mangiare per strada a colazione, per non perdere tempo a casa, e uno all’uscita dalla scuola. Sì, perché oltre ad andare bisogna anche tornare da scuola… Qui, l’estro culinario italiano viene in aiuto…
  • Tenere presente che il tempo può essere inclemente e si potrebbe arrivare a scuola con le scarpe bagnate. Meglio mettere nello zaino un paio di calzini di ricambio da tenere in aula. Nel frattempo, le scarpe si asciugano… Ci sono anche quelli con le dita separate, molto divertenti: antiscivolo e di tendenza.

Fatte tutte le valutazioni e con un pizzico di organizzazione, andare a scuola a piedi è un’alternativa praticabile per molti.

Certo ci saranno sempre adolescenti troppo pigri per farlo e genitori troppo protettivi per consentirlo. Come quella mamma che si lamenta su Twitter della chiusura delle scuole in Campania perché i suoi figli hanno ripreso ad alzarsi tardi. Certo che se dobbiamo farci dire dal presidente della Regione a che ora i nostri figli devono puntare la sveglia…

Foto: Rizal-Sahabat

Per riflettere ancora di più, perché non dare un’occhiata anche a questi ragazzini qua?