GIP e GUP nel procedimento penale

Caso Gregoretti e processo a Matteo Salvini: perché il GUP non ha ancora accolto la richiesta di archiviazione? Caso Consip: chi ha inviato a giudizio il padre di Matteo Renzi? Il PM , il GIP o il GUP? Chi sono e cosa fanno il GIP e il GUP?

Anche i giornalisti confondono i termini, come dimostra questo articolo de La Sicilia. e quest’altro, ancora più confuso, de La Nazione. Vediamo allora quali funzioni sono svolte nel procedimento penale e da chi.


In Italia vige il cosiddetto Codice Vassalli, il codice di procedura penale che ha riformato il precedente, approvato con regio decreto del 1930.

Il nuovo codice è in vigore dal 1989. Alcune modifiche sono state introdotte nel 2017, con la cosiddetta Riforma Orlando.

Il Codice di procedura penale del 1989 ha cambiato l’impianto del processo penale e ha abolito la figura del giudice istruttore, sostituito dal Giudice delle indagini preliminari, abbreviato in GIP. Alcune modifiche sono anche state introdotte relativamente al Pubblico Ministero.

Il Pubblico Ministero (abbreviato in PM) è l’ufficio della Procura incaricato di ricevere le notizie di reato, di compiere le indagini (avvalendosi della collaborazione della Polizia giudiziaria) e di rappresentare la collettività nel procedimento penale.

Nel linguaggio giornalistico, il PM è passato a indicare la persona che svolge queste funzioni. In realtà, le persone sono il Procuratore e i suoi aggiunti.

Il GIP ha la funzione di garantire la legalità delle indagini preliminari svolte dal PM. E’ quindi una figura di garanzia nei confronti dell’indagato. Ha anche un ruolo in alcuni procedimenti speciali, come il cosiddetto patteggiamento e il rito abbreviato.

Nella fase delle indagini preliminari i suoi compiti sono di controllo sull’operato del PM. In particolare, è il GIP a:

  • decidere se applicare o no una misura cautelare richiesta dal PM, come gli arresti domiciliari o la custodia cautelare in carcere (che è cosa ben diversa dalla detenzione!); decide anche sulla loro proroga, modifica o revoca;
  • autorizzare o no le intercettazioni
  • esercitare il controllo sulla durata delle indagini
  • accettare o respingere la richiesta di archiviazione presentata dal PM.

Una volta ultimate le indagini il PM può chiedere l’archiviazione oppure formula i capi di accusa e informa l’indagato, che a questo punto diventa imputato. Comincia così il processo. Il PM formula quindi la richiesta di rinvio a giudizio al Giudice dell’udienza preliminare (GUP)

Il GUP è la figura che ha il compito di decidere sulle richieste del Pubblico Ministero, tanto di rinviare a giudizio come di archiviare. La sua funzione è quella di collegamento tra le indagini preliminari e il giudizio vero e proprio, cioè il dibattimento.

Non può svolgere la funzione di GUP un giudice che abbia svolto il ruolo di GIP nello stesso procedimento.

Depositata la richiesta del PM, entro cinque giorni il GUP fissa la data dell’udienza preliminare. E’ compito del GUP far notificare all’imputato, al suo difensore e alla persona offesa luogo, data e ora dell’udienza. La difesa può quindi prendere visione degli atti e produrre memorie e documenti.

Serve a verificare il corretto esercizio dell’azione penale. Si svolge in camera di consiglio. Devono necessariamente essere presenti il PM e il difensore dell’imputato. Se presente, l’imputato può rilasciare dichiarazioni spontanee.

Il GUP esamina il fascicolo delle indagini preliminari. E’ infatti in questa udienza che sono esibite tutte le fonti di prova (Attenzione: NON le prove, che si formano durante il dibattimento, cioè il processo! . Il GUP le valuta, insieme a eventuali atti presentati dalla difesa.

Al termine dell’udienza, il GUP può:

  • emettere sentenza di non luogo a procedere
  • emettere decreto di rinvio a giudizio
  • emettere un’ordinanza che richiede alle parti di colmare lacune che ha identificato e quindi fissare una nuova udienza
  • provvedere in prima persona ad acquisire ulteriori elementi di prova, come testimonianze o perizie, che gli permettano di emanare una sentenza di non luogo a procedere, se ritiene che gli atti presentati all’udienza non glielo consentano.

Quest’ultima è stata la scelta il 3 ottobre scorso del GUP Nunzio Sarpietro all’udienza preliminare del processo contro l’ex Ministro dell’interno Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona aggravato dei 131 migranti della nave Gregoretti.

Prima di esprimersi sulla richiesta di archiviazione presentata dal PM, il GUP ha deciso di voler ascoltare altri testimoni. Come riferisce l’ANSA, ha quindi emesso un’ordinanza per compiere “un’adeguata verifica adottata a livello governativo, in materia di immigrazione all’epoca dei fatti e ai rapporti con l’Ue anche con riferimento al cosiddetto ‘Patto di governo'”.

Aveva inizialmente convocato come testimoni il Primo Ministro Conte e gli ex-Ministri Trenta e Toninelli per il 20 novembre e per il 4 dicembre i Ministri Di Maio e Lamorgese e l’ambasciatore a Bruxelles Massan.

Il calendario delle audizioni è poi cambiato a seguito della positività per Covid19 della difesa di Salvini, l’avvocato Bongiorno: Conte e Lamorgese il 1 dicembre, Di Maio e Massari il 4 dicembre, mentre per Toninelli e Trenta la data fissata è il 12 dicembre.

Poi un nuovo cambiamento di programma. A causa dello sciopero degli avvocati penalisti di Catania dal 27 novembre al 7 dicembre, l’audizione di Conte è stata spostata al 12 dicembre, con Toninelli e Trenta. Nella stessa udienza sarà indicata la data dell’audizione di Lamorgese, Di Maio e Massari.

Il 12 dicembre sono stati effettivamente ascoltati a Catania Trenta e Toninelli. Il GUP ha invece fissato l’audizione del Presidente del consiglio per il 28 gennaio. Conte ha chiesto di prestare la sua testimonianza a Palazzo Chigi, come previsto dal secondo comma dell’Art. 205 del Codice di procedura penale:

Se deve essere assunta la testimonianza di uno dei presidenti delle Camere o del Presidente del Consiglio dei Ministri o della Corte costituzionale, questi possono chiedere di essere esaminati nella sede in cui esercitano il loro ufficio, al fine di garantire la continuità e la regolarità della funzione cui sono preposti.

Non si sta andando avanti in modo troppo spedito, vero? E pensare che “processoderiva da “procedere“…


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