Il metodo scientifico nelle scienze umane: un articolo accademico su Martin Luther King

Abbiamo già parlato dei pregiudizi di cui noi e i nostri studenti siamo vittime per quanto riguarda il metodo scientifico.

Ma il pregiudizio più grave è probabilmente quello che ci fa pensare che il metodo scientifico sia applicabile sono nelle scienze e non nelle discipline umanistiche, come la filosofia, la letteratura o la pedagogia.

È chiaro che gli oggetti di studio sono diversi: la scienza studia il mondo tangibile, mentre gli studi umanistici si occupano del nostro mondo interiore.

In tutte le discipline, però, la ricerca comincia con una domanda che scaturisce da un’osservazione, si formula un’ipotesi e si mette in atto una procedura per metterla alla prova.

Il modo più ovvio per mettere alla prova un’ipotesi è l’esperimento, ma ve ne sono molte altre.

Nelle scienze umane e negli studi umanistici i metodi possono essere classificati come di tipo esplorativo, esplicativo e descrittivo.

Appartiene a quest’ultimo metodo l’articolo accademico in inglese che proponiamo in occasione di quella che, dal 1993, è celebrato come festa nazionale in tutti gli Stati Uniti: il Martin Luther King Jr. Day.

Nell’articolo si esamina il modo in cui la figura di King è rappresentata nei libri di testo statunitensi. L’autore, Derrick P. Alridge, professore associato dell’Università della Georgia, sostiene che i libri di storia offrono agli studenti una rappresentazione appiattita ed eroica dei protagonisti e impediscono quindi agli studenti di conoscerne gli eventi storici in modo articolato, complesso e realistico.

Si può leggere e scaricare qui sotto.

martin luther king photo

Presentata la sua ipotesi, l’autore la verifica attraverso l’analisi testuale delle sezioni di sei diffusi manuali che trattano la figura di Martin Luther King Jr.

Ne identifica tre filoni:

  1. King come messia
  2. King come incarnazione del movimento per i diritti civili
  3. King come “moderato”.

La sua metodologia è quindi descrittiva e l’approccio è quello dell’analisi testuale, con molte citazioni letterali dai manuali di storia esaminati.

La sua conclusione conferma l’ipotesi iniziale. Globalmente, la rappresentazione di King è parziale, selettiva e semplicistica. Inoltre, nasconde gli aspetti più umani di King, le sue debolezze, i suoi conflitti e la profondità delle sue idee.

Anche la rappresentazione del movimento dei diritti civili è distaccata dal presente e dai problemi ancora attuali nella società americana: povertà, discriminazione e razzismo.

Per correggere questa tendenza e fornire agli studenti una rappresentazione più completa degli eventi storici, Alridge offre agli insegnanti tre consigli:

  • non usare SOLO i manuali come fonti, ma sollecitare negli studenti una ricerca più approfondita e, spesso, alternativa;
  • incoraggiare gli studenti a cercare le connessioni tra gli eventi del passato e il presente;
  • usare un approccio “dal basso”: anziché studiare esclusivamente le figure storiche emblematiche, introdurre gli eventi partendo dalla vita delle persone normali che vivevano in quell’epoca. In questo modo, gli studenti sono attivamente partecipi della rappresentazione e non si limitano a subire quella della narrativa predominante.

L’articolo si conclude ricordando quanto la conoscenza dei fatti storici sia rilevante al fine di preparare gli studenti alla partecipazione alla vita democratica del loro Paese. Bisogna evitare manuali che presentino solo narrazioni che impediscono l’analisi critica. Se non lo si fa, si vanifica il potere della storia di aiutarci a costruire una società più democratica.

Una metodologia

Può un solo articolo come questo essere sufficiente per proporre una teoria? Certamente no.

Il metodo seguito può però servire per mettere alla prova un’ipotesi. In questo caso: i manuali scolastici offrono agli studenti solo rappresentazioni stereotipate che non sono in grado di stimolare lo spirito critico.

Il metodo seguito può quindi sicuramente essere usato per verificare (o smentire) l’ipotesi, usando altre figure e altri testi.

Ad esempio, lo si potrebbe utilizzare per esaminare il modo in cui sono rappresentate nei manuali di storia italiani, ad esempio, le figure di Benito Mussolini, di Antonio Gramsci, di Palmiro Togliatti e molte altre.

Oppure ancora scoprire se e come sono presentate le donne nella Resistenza o nell’Assemblea costituente.

Ci sono molti altri oggetti di indagine. Per tutti si richiede un lavoro di ricerca, di classificazione, di presentazione e di condivisione. Del tutto in linea con il metodo scientifico come lo abbiamo sempre pensato.

Vogliamo provarci con i nostri studenti?

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