La lussuria della mente: la curiosità

E’ la curiosità che ci spinge a informarci. Ad alcuni sarà familiare il detto inglese “Curiosity killed the cat” (La curiosità uccise il gatto), ma non tutti conoscono come prosegue: “but satisfaction brought it back” (ma la soddisfazione lo riportò in vita).

La curiosità è uno dei nostri istinti più interessanti

E’ una citazione del 1615 di un filosofo inglese, Thomas Hobbes, che mi ha ispirato per il titolo di questo report: “Curiosity is the lust of the mind“. Esattamente cento anni dopo, sul suo periodico The Rambler, un altro brillante pensatore inglese, Samuel Johnson, scrisse : “Curiosity is one of the permanent and certain characteristics of a vigorous intellect.” (La curiosità è una delle caratteristiche permanenti e certe di un intelletto vivace).

E circa 150 anni più tardi, in una conferenza indirizzata agli insegnanti, il filosofo William James (1842-1919), padre della psicologia americana, la definì

“l’impulso verso una migliore conoscenza”. 

E’ un istinto particolarmente evidente negli animali e nei bambini. Ma gli adulti non ne sono esenti, al contrario. Studi condotti con la tecnica della risonanza magnetica hanno dimostrato che la curiosità aumenta l’attenzione e l’attività di memorizzazione: tanto più sorprendente è un’informazione, tanto più rapidamente si reagisce e si attivano le aree del cervello collegate alla memoria.

E’ la curiosità che ci spinge a consultare libri, leggere i giornali, ascoltare le notizie o la musica, guardare la Tv o un film. Pensiamo mai a quanto tempo della giornata trascorriamo in attività che non sono strettamente connesse con la sopravvivenza e che pure consideriamo irrinunciabili?

Oltre a soddisfare il nostro naturale (e sano) istinto di curiosità, le informazioni offrono molti altri vantaggi evolutivi:

  • ci mettono in allerta, facendoci conoscere eventuali pericoli: ecco perché siamo attratti dalle notizie locali e da quelle che riguardano luoghi e persone che conosciamo;
  • ci distraggono, ci fanno svagare: ecco perché leggiamo notizie che riguardano persone celebri;
  • ci mettono in contatto con il mondo, ci collegano a persone che non vedremo mai, ma nei confronti dei quali proviamo empatia, come le vittime di un disastro naturale accaduto dall’altra parte del mondo. Inoltre, ci offrono un senso di appartenenza e ci offrono argomenti di conversazione aiutandoci a soddisfare un altro importantissimo istinto, quello della socializzazione.

Secondo la psicologia evoluzionista, persino il pettegolezzo ha una funzione importantissima. Secondo questo approccio, la principale funzione del linguaggio è lo scambio di informazioni, sia tecnologiche che sociali. Nella vita quotidiana si osserva una netta prevalenza dei secondi, ai quali il pettegolezzo appartiene.

Il cosiddetto “consumo delle notizie” non è una pratica nuova. Sicuramente in tempi antichissimi chi si avventurava fuori dal territorio veniva interrogato da chi era rimasto al villaggio. Solo che adesso il processo è estremamente accelerato.

Un viaggio nell’informazione: Numero zero

Cominciamo con questo report un viaggio attraverso il mondo dell’informazione:

  • esploreremo il giornalismo e gli altri tipi di informazione
  • scopriremo le differenze tra i mezzi di informazione tradizionali e quelli che ci offre la tecnologia, i cosiddetti “nuovi media”
  • visiteremo i luoghi dove si trova l’informazione di cui ci possiamo fidare
  • cercheremo di scoprire perché leggiamo sempre lo stesso quotidiano e guardiamo sempre lo stesso TG
  • osserveremo il potere dell’informazione
  • cercheremo l’informazione equilibrata
  • faremo un’escursione nella Costituzione italiana, là dove tutela il diritto di parola
  • affronteremo le sfide della cittadinanza digitale: il nostro ruolo tanto come utilizzatori quanto come creatori di informazione e le responsabilità e i rischi che questo comporta.

Dovremo affrontare questioni di terminologia, dato che molte parole usate nel mondo dell’informazione provengono dall’inglese. Avremo l’opportunità di approfondirle, collegandole alla sezione “L’inglese che ci serve“. Ad esempio, scopriremo se “fake news” è singolare o plurale, chi sono i “pundit” e che cosa ce ne fanno così tanti nei talk show, che cosa si intende per “media literacy”, che cosa significa e come possiamo tradurre “biased”, che cosa è e come possiamo tradurre “accountability”

Sempre nella sezione “L’inglese che ci serve” scopriremo come leggere senza eccessivo sforzo un articolo scientifico, per non farci ingannare da chi utilizza quelle informazioni per manipolarci.

Vi prometto che sarà un viaggio appassionante, stimolante, coinvolgente e, per noi gatti curiosi, assolutamente lussurioso.