Le parole in -ing

Le parole inglesi che terminano con la desinenza “ing” sono un problema per noi italiani per due ragioni.

La prima è che non ascoltiamo bene, con la conseguenza che continuiamo a pronunciare parole come “editing” o “lifting” con un accento italiano.

La seconda è legata a qualcosa che ci è stato insegnato a scuola: se non andiamo oltre, siamo bloccati.

Occupiamoci della prima questione. La desinenza inglese -ing si pronuncia con il suono vocalico /ɪ/ e uno consonantico rappresentato in fonetica dal simbolo /ŋ/. Siccome, come detto, non siamo molto bravi a prestare attenzione ai suoni diversi da quelli della nostra lingua, tendiamo a riprodurli in modo approssimativo, spesso tratti in inganno dalla grafia, cioè dal modo in cui sono scritti. Ecco quindi che molti pronunciano il gruppo “ing” come nella parola italiana “inganno”. Per fortuna, a nessuno (spero) viene in mente di pronunciarlo come in “ingegnere”. Ma come si deve pronunciare, allora? Come pronunceremmo una “n”, solo che la lingua si appoggia sulla parte posteriore del palato (il velo): è detta infatti consonante nasale velare.

In questo breve video potete ascoltare esempi di parole in -ing (se attivate i sottotitoli potete anche leggere le parole man mano che vengono pronunciate): 

Non è molto difficile, una volta che uno conosce il trucco. Tra l’altro, è un suono che in italiano c’è, anche se non ci rendiamo conto di usarlo. Infatti pronunciamo così la vocale “n” in parole come “anche” o “banca”. Basta prestarci attenzione. Provate a controllare come pronunciate le “n” in “non ancora”. Le prime due sono normalissime /n/ mentre la terza è una /ŋ/. In trascrizione fonetica, state pronunciando questo: [nonaŋ’kora]. 

Facile, no? Occupiamoci ora della seconda questione.

A scuola ci viene detto che le forme verbali che terminano in -ing sono gerundi. Non è che non sia vero, tutt’altro. Solo che non sono solo gerundi, ecco tutto. Almeno non nel senso italiano. Per comodità didattica, ci viene detto che una “ing form” è un gerundio in frasi come “Susan is playing tennis”, che, effettivamente, si traduce “Susan sta giocando a tennis”. Questo è il tempo inglese present continuous che si rende in italiano con “stare + gerundio”. OK. Fin qui tutto bene. Ma posso tradurre “swimming” con un gerundio (-ando o -endo) nella frase “I’m good at swimming”? Cioè, una cosa del tipo: “Sono bravo/a a nuotando“? Non mi pare proprio. 

Allora, vediamo un po’ come possiamo guardare la faccenda con occhi nuovi. Chiamiamola come vogliamo, una “ing form” deriva da un verbo e può essere:

  • Un nome, come in “I like jogging
  • Un aggettivo, come in “That’s interesting news!”
  • Un verbo: participio presente (o, se preferiamo un gerundio), come in “I saw you sleeping in class” o in “She’s swimming
  1. Come nome, sta ad indicare “l’attività di”, quello che in italiano chiamiamo “infinito sostantivato”. Può quindi essere soggetto: “Reading is highly enjoyable”, oggetto diretto (complemento oggetto): “We need a better understanding” o qualsiasi altro complemento, se preceduto da una preposizione: “After swimming, we all went for a pizza”.
  2. Come aggettivo, precede il nome, può essere modificato da “very” e può essere utilizzato come comparativo  come superlativo. Ecco un esempio: “The news on TV is very depressing” “Yes, but the papers are even more depressing“.
  3. Come verbo (participio presente o gerundio) si usa per i tempi continuous: il present, il past,  il perfect e il future: 
  • I am not running any more
  • Kamala Harris was running for US president but her campaign ended in 2019
  • They have/had been running for more than ten hours 
  • Who will actually be running the Biden Administration?

La questione sembra complicata solo se ci fermiamo al fatto che la -ing form deve per forza essere un verbo, e per giunta un gerundio. Ma, come abbiamo visto, può anche essere un nome o un aggettivo. 

Fare un test può essere d’aiuto per chiarire le idee!