Scomporre per capire

Può capitare di faticare a comprendere un articolo di giornale. Le ragioni possono essere varie e riguardare lo stile, la sintassi, i collegamenti logici e talvolta persino il lessico, cioè le parole usate nel testo.

In questa serie di report, vedremo quali ostacoli si frappongono tra noi e il testo di un articolo e limitano la nostra comprensione. E cercheremo di superarli.

Proveremo una metodologia che ci può aiutare ad affrontare queste difficoltà. Si tratta di un metodo per analizzare il testo che si rifà all’ingegneria inversa: il processo di smontare un oggetto per dedurne il funzionamento. Una cosa che molti bambini e ragazzi curiosi fanno abitualmente, a volte suscitando l’orrore dei genitori…

L’ingegneria inversa e i testi

Wikipedia spiega l’ingegneria inversa qui. Un buon esempio nella vita di tutti i giorni ci è offerto dallo scienziato cognitivo Steven Pinker nel suo libro Come funziona la mente.

Immaginiamo di trovare in un mercato delle pulci un oggetto misterioso. Osservandolo ci rendiamo conto che serve a togliere il nocciolo alle olive e capiamo che si deve poggiare l’oliva sull’anello e che le leve fanno abbassare una punta che spinge fuori il nocciolo.

Qualche volta, però, è necessario smontare un oggetto per capirne il funzionamento. La stessa cosa può essere vera per un articolo. Come si può usare l’ingegneria inversa per capire a fondo un articolo? Proveremo a scoprirlo in questa serie di report.

Cominciamo con un esempio. Si tratta di un articolo, a firma di Fulvio Curioni, pubblicato il 23 febbraio 2021 nella sezione “Cultura” de La Nuova Padania, quotidiano online del Nord. Lo si può trovare qui. Noi lo abbiamo riprodotto sotto per poterci ragionare sopra:

Usura & Pandemia, chi si gira dall’altra parte?

23 FEBBRAIO 2021

  CULTURA  LETTURA 3 MIN

di Fulvio Curioni – Cresce in modo esponenziale l’usura poichè l’illegalità resta sempre piu’ radicata da sud a nord, a causa della persistente assenza dello stato, di diritto sulla carta costituzionale, ma di fatto afflosciato ed imploso nella retorica di leggi osannanti alla lotta contro la corruzione e la mafia. Pesa quindi questa omertà legalizzata, mentre crescono anche gli appelli rivolti a questo governo dalle associazioni e dalle donne ed uomini di buona volontà, compagni di viaggio e di condivisione di chi l’usura la subisce senza se e senza ma.

L’appello arriva ancora una volta da parte della società civile ed è rivolto alle istituzioni poichè non facciano finta di nulla, non temporeggino, soprattutto in questo momento pandemico ove i ristori non bastano a placare le innumerevoli criticità economiche scaturite ad ogni livello e ceto ed accelerate da questo attuale stato di cose. Il grido resta quello di aiutare subito le vittime di usura, senza inutili leggi anacronistiche, imponendo alle banche di riscoprire il loro ruolo sociale di prestito del denaro, meglio monitorato dal passato, ma pur sempre prestito in grado di evitare inutili suicidi o morti innocenti.

Venerdi’ la Gdf di Bergamo ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti: un commercialista e due imprenditori, dediti alla usura di vicinato, un fenomeno da colletti bianchi in grado di controllare il territorio da parte delle mafie, il denaro prestato come elemento di estorsione e ricatto, uno modus operandi in voga nella attuale pandemia sociale, cioe’ un momento storico ed attuale legato ad accelerare le piaghe di natura finanziaria già ben note all’interno del nostro paese, senza che nessuna istituzione pubblica e politica ne prenda in mano la questione e la risolva velocemente.

Ci sono quindi tanti invisibili che entrano nel mondo del malaffare e pagano con la vita il costo di quel denaro. Ormai la legge antiusura, emanata nel 1996 resta slegata dalla reale ampiezza del fenomeno anche suffragato da un sistema bancario ormai privatizzato e quindi indifferente al suo ruolo sociale di erogatore di crediti finanziari, riducendosi invece ad un mero esecutore di azioni pignoratizie del credito vantato arrivando in alcuni casi ad espropriare beni immobili quali la casa di abitazione dei debitori, i quali diventano cattivi debitori e verso i quali si spezzano le ali della dignità e della libera imprenditoria.

Da sud a nord, dunque, sperando seguano da questo nuovo esecutivo e dalle forze politiche sia di maggioranza quanto di opposizione, rapidissimi interventi atti a sanare un disagio sociale ed una “omertà” di stato.


Che cosa succede se davvero dedichiamo 3 minuti alla lettura di questo articolo, come indicato sotto il titolo? Credo che si riesca a capire che tratta della piaga dell’usura e che l’autore auspica che le istituzioni compiano i passi necessari per arginarla. Ma come? Che cosa lo ha spronato a scrivere di questo argomento proprio in quel giorno? Quali fonti cita?

Nessuno stenta a credere che la pandemia, che ha ha avuto come conseguenza una grave crisi economica, abbia portato al diffondersi dell’usura, quindi, ci pare logico che siano state intraprese iniziative allo scopo di stimolare le istituzioni ad agire per risolvere il problema una volta per tutte, ma, nonostante le apparenze, l’articolo non contiene informazioni specifiche in merito.

L’argomento è interessante, ma la lettura risulta faticosa. Abbiamo già visto come l’uso del gerundio possa rendere oscuro il significato di un testo e in questo articolo i gerundi abbondano.

L’articolo contiene molte affermazioni, ma solo due superano l’esame “opinione o fatto“. Si tratta dell’episodio dell’arresto di tre persone avvenuto qualche giorno prima a Bergamo e della data di promulgazione della legge contro l’usura. Le altre affermazioni sono soggettive, anche se presentate come se fossero sostenute da dati. Basti come esempio il “Cresce in modo esponenziale” con cui si apre l’articolo. Si tratta spesso di affermazioni di senso comune, ma non sono sostenute da elementi oggettivi, quali cifre, percentuali, riferimenti a fonti ufficiali.

Ci sono termini utilizzati in modo impreciso, ad esempio “omertà” e confuso, ad esempio “usura di vicinato” . Si rende necessaria una ricerca per comprenderli e per scoprire che sono stati usati in modo improprio.

Anche per capire la notizia dell’arresto dei sospetti usurai si rende necessaria una ricerca. Nel farlo si viene a scoprire che molte frasi sono identiche a quelle di un altro articolo, pubblicato due giorni prima su L’Avvenire. Un maldestro esempio di copia/incolla, una pratica frequente di cui ci siamo già occupati qui.

Alcune espressioni sono utilizzate in modo improprio: “senza se e senza ma”. Ci sono costruzioni grammaticalmente scorrette: “verso i quali si spezzano le ali”. I nessi logici sono dati per scontati, senza essere giustificati: “poiché l’illegalità”, “a causa della persistente assenza dello stato”, “senza che nessuna istituzione…ne prenda in mano”. In qualche caso il connettivo logico è inappropriato: “poiché non facciano finta di nulla”.

Se leggiamo superficialmente, possiamo anche non accorgerci di tutte le criticità di un testo e rimanerne invece invischiati. Possiamo essere convinti di aver capito una cosa che era invece impossibile da capire perché mancavano troppi elementi che devono essere sempre presenti in un testo ben scritto: chiarezza espositiva, proprietà di linguaggio, connessioni logiche inattaccabili.

L’analisi testuale porta via un po’ di tempo, ma ci permette di capire se ci stiamo informando davvero o se stiamo solo leggendo le opinioni altrui che, se non sostenute da fatti, valgono come le nostre. Però molto di quello che chiamiamo informazione gioca proprio sul fatto che si tende a leggere superficialmente. Il risultato è che non vengono fornite informazioni, ma trasmessi messaggi.

Smontare il testo serve per ricostruire all’inverso il percorso della sua creazione. Analizzarne i vari pezzi aiuta sia a mettere in luce le criticità sia a comprendere il motivo per il quale è stato scritto.

Vedremo nelle prossime puntante di questa esplorazione del testo come utilizzare gli strumenti a nostra disposizione per comprendere a fondo un testo e fare in modo che arricchisca davvero la nostra conoscenza.

Come nel caso del nostro oggetto misterioso, cominceremo con il chiederci: a che cosa serve? A togliere il nocciolo alle olive o a fare buchi in una cintura? E poi: come funziona esattamente il meccanismo?

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