Un regalo straordinario

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Una passeggiata nella Costituzione: # 7

Questa è la storia di una persona capace e tenace e del regalo che ci ha fatto. 

Sappiamo che la Costituzione fu il risultato dei lavori dell’Assemblea costituente . Votata il 2 e 3 giugno 1946, l’Assemblea tenne le sue sedute tra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. Della stesura del testo preliminare della Costituzione, che poi sarebbe stato discusso in aula, si occupò una commissione ad hoc, composta da 75 membri eletti dall’Assemblea stessa e suddivisa in tre sottocommissioni: la prima si occupò dei diritti e doveri dei cittadini, la seconda dell’organizzazione costituzionale dello Stato e la terza degli aspetti economici e sociali.

Quello che forse non tutti sanno è che gli atti dell’Assemblea costituente sono stati pubblicati dalla Camera dei Deputati ed è possibile consultarli. Sono una mole enorme di testi, di grandissimo interesse per chiunque voglia capire come è nata la Costituzione, articolo dopo articolo, discussione dopo discussione.

Sono testi avvincenti, ma per essere usati per comprendere come sono nati i singoli articoli della Costituzione, devono essere scremati (l’Assemblea si non si occupava solo del progetto della Costituzione, ma anche dell’attività legislativa e di governo) e organizzati

Questo è stato fatto – tutto da solo – da un uomo che si è appassionato e ha svolto un enorme lavoro: ha trovato e ordinato tutti i verbali delle discussioni relative alla stesura della Costituzione, articolo per articolo. Non solo: ha creato un percorso di collegamenti ipertestuali, comprese le schede per ciascuno dei Parlamentari che intervenivano di volta in volta.

Spinto dalla curiosità, guidato dal metodo appreso in molti anni di studi, sostenuto dalla passione, Fabrizio Calzaretti ha messo a disposizione di tutti sul suo sito nascitacostituzione.it il risultato del suo estenuante lavoro sui singoli articoli della Costituzione italiana.

E ha reso il tutto disponibile a tutti, gratuitamente. Ecco il grande regalo che Fabrizio ci ha fatto. 

Chiunque voglia sapere come è nato un determinato articolo della Costituzione può, grazie a questo straordinario strumento, leggere gli interventi. Non voglio dire di più qui. Lascio a chi lo voglia fare il piacere di sguazzare tra i verbali organizzati da Fabrizio e rimando lo sfruttamento del suo regalo ad altri report, focalizzati su articoli specifici.  

Ciò che voglio fare ora è far sapere che cosa ha spinto Fabrizio Calzaretti, che non è un giurista, ma un cittadino come tutti noi, a intraprendere questo lavoro e farci spiegare come lo ha realizzato.

Lo faccio qui sotto forma di intervista:

Perché ha deciso di intraprendere questo lavoro? 

Nel 2006, assistendo a uno dei tanti dibatti televisivi della campagna referendaria sulle modifiche alla Costituzione (il progetto di riforma costituzionale del 2005), sentii una interpretazione dell’articolo 139 che non mi convinceva. Essendo convinto che i costituenti non intendessero dare all’articolo il significato che invece gli attribuiva il politico in quella trasmissione, decisi di cercare su Internet direttamente i verbali lasciati dall’Assemblea Costituente.

E che cosa trovò?

In quel periodo la disponibilità delle fonti documentali su Internet non era così ampia come lo è ora, ma fortunatamente la Camera dei Deputati aveva già pubblicato tutti gli atti dell’Assemblea Costituente. La ricerca su Google mi rese disponibile direttamente il documento della seduta pomeridiana del 3 dicembre 1947, quando fu discusso e votato l’articolo 139 in assemblea.

Quindi aveva trovato quello che cercava. Perché non si fermò lì?

La lettura mi appassionò per tutta quella serie di motivi che solo chi abbia letto qualcuno di questi verbali può comprendere. Decisi pertanto, per il solo piacere personale, di leggere TUTTI i verbali. Li scaricai e li salvai tutti e cominciai a leggerli in ordine cronologico.

E leggendo mi si riconfermava sempre più l’interesse, soprattutto per la valenza storica, il calore che quelle pagine trasmettevano soprattutto nelle prime sedute.

Come è arrivato all’organizzazione come è ora sul sito?

Cominciai col prendere appunti su un documento Word, ma producevo solo riassunti. Ben presto quindi mi accorsi che il metodo che stavo utilizzando era poco fruttuoso.

Cominciai col tralasciare tutte le discussioni in Assemblea che non avessero come argomento la Costituzione. Delle discussioni della Commissione, invece, cominciai a trascriverne completamente le parti principali su un documento Word, con la motivazione che una volta trascritti sarebbe stato facile fare delle ricerche testuali. Proseguii con questo sistema fino alle sedute del 24 ottobre 1946; il documento Word – che conservo ancora – di questo lavoro è di 890 pagine tutte scritte a mano (in seguito acquisterò un programma OCR che mi aiuterà velocizzando – pur con alcuni errori – la fase di trascrizione).

Quando mi accorsi che anche questo sistema si stava dimostrando poco efficace per via dell’enorme mole di dati che si accumulavano, decisi di riorganizzare tutto il lavoro suddividendolo secondo lo schema dei singoli articoli della Costituzione. Completai il lavoro nel settembre del 2007, dopo circa un anno nel quale dedicai a questo lavoro ogni singola ora del mio tempo libero (tenendo conto che avevo e ho un lavoro che mi impegna per 40 ore settimanali).

Il suo lavoro è stato pubblicato?

Non ha mai trovato pubblicazione cartacea; se ne interessò un importante professore di Diritto Costituzionale nel 2008, ma complice anche la crisi finanziaria di quell’anno, la cosa non andò in porto. Anche recentemente mi risulta che una importante istituzione pubblica si sia interessata alla cosa ma anche in questo caso il probabile alto costo ha impedito di proseguire.

Ma ne esiste una copia?

Feci due stampe “casalinghe” con la stampante e le feci rilegare (nella pagina di introduzione del mio sito sono riportate le specifiche con i numeri di pagine di ciascuno dei 13 volumi) e ne inviai una copia in omaggio alla Presidenza della Repubblica in occasione del sessantesimo anniversario della Costituzione (il Presidente della Repubblica era al tempo Giorgio Napolitano NdR).

La sua iniziativa ebbe qualche riscontro?

Mi chiamò e mi scrisse il Direttore vicario dell’Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali, che mi ringraziò dell’omaggio e mi comunicò che il lavoro era stato messo a disposizione nella biblioteca giuridica della Presidenza della Repubblica. Di questo ebbi anche dei riscontri indiretti da parte di persone che l’hanno utilizzato presso la biblioteca e mi chiedevano se fosse disponibile per l’acquisto.

Ad ogni modo già dal 2008 l’intero lavoro l’ho reso disponibile su Internet, e sono contento che si sia rivelato utile a moltissime persone e che sia stato usato come fonte per tesi di laurea, articoli di settore, scuole, università e anche semplici cittadini che forse potranno, come è successo a me, appassionarsi all’argomento e portare un loro contributo alla società.


E sarà così che noi useremo lo straordinario regalo che Fabrizio ci ha fatto, usando il suo metodo e magari cominciando con l’esame dell’articolo 67, sull’assenza di vincolo di mandato dei parlamentari, un argomento di attualità che merita di essere capito al meglio. Questa indagine ci porterà a scoprire il pensiero di una grandissima figura dell’impegno politico italiano, quella di Piero Calamandrei. Ma basta spoiler…

Immagine di Anna Leondrea, che ringrazio

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