Una serata da non perdere!

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Le elezioni del Parlamento europeo del 2024 potrebbero dare una nuova possibilità al sistema degli Spitzenkandidaten. 

Un sistema che, secondo i sondaggi, ha l’appoggio dei cittadini europei, che lo vedono come un progresso democratico significativo che, nel contempo, dà maggiore legittimità alla Commissione.

Ma il progetto riuscirà a sopravvivere alle sue intrinseche carenze e ai suoi stessi fallimenti?

La parola significa “candidato di punta”. È quindi il “capolista”: la persona che i partiti politici riuniti in gruppi propongono come candidata alla presidenza della Commissione europea, l’istituzione più potente e influente dell’Unione europea.

come i partiti politici europei si raccolgano in gruppi lo vedremo bene nel nostro corso sul Parlamento europeo,

in partenza il 9 maggio

Il sistema degli Spitzenkandidaten è stato introdotto nel 2014, quando la revisione del Trattato di Lisbona ha chiarito come deve essere nominato il presidente della Commissione europea.

Il nuovo trattato afferma che “tenendo conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver tenuto le opportune consultazioni”, i membri del Consiglio europeo (i capi di stato e di governo) dovrebbero selezionare un candidato alla presidenza della Commissione, che deve poi essere approvato dagli eurodeputati con un voto a maggioranza assoluta. 

In pratica, il futuro capo della Commissione deve superare due test cruciali: il primo al Consiglio europeo e il secondo al Parlamento.

I candidati proposti dai gruppi dovrebbero essere conosciuti in anticipo, presentare un programma e difenderlo partecipando alla campagna elettorale.

In cambio, il capolista del gruppo che alle elezioni ottiene il maggior numero di seggi in Parlamento dovrebbe essere scelto dal Consiglio europeo come presidente della Commissione.

E la conferma del Parlamento dovrebbe essere scontata.

Si dovrebbero così dissipare le ombre dei maneggi che hanno sempre circondato gli accordi per la presidenza della Commissione. 

Il sistema ha esordito con un successo, seguito da un fallimento, 5 anni dopo.

Nel 2014 Jean-Claude Juncker, lo Spitzenkandidat del Partito popolare europeo (Ppe),che aveva ottenuto la maggioranza dei voti degli elettori europei, è stato scelto dal Consiglio europeo e successivamente approvato dal Parlamento, diventando presidente della Commissione.

Aveva vinto la trasparenza.

Ma cinque anni dopo, il progetto era già crollato

Il candidato del Ppe era Manfred Weber: scartato. Ad uno ad uno, i capi di stato e di governo dell’UE hanno respinto tutti gli Spitzenkandidaten e, a sorpresa, hanno presentato Ursula von der Leyen, ministro tedesco della Difesa, che non aveva partecipato alla campagna elettorale.

La nomina di von der Leyen non è stata ben accolta dal il Parlamento europeo appena eletto che l’ha vista come un affronto alla sua funzione democratica. La sua nomina è stata approvata con un margine di soli nove voti, il più basso mai registrato. Una maggioranza risicata che è stata soprannominata “maggioranza Ursula”.

Ora, in vista del rinnovo della Commissione dopo le elezioni di giugno 2024, la maggior parte dei gruppi ha nominato di nuovo i candidati principali e presenterà programmi completi di priorità comuni. 

Sembrerebbero interessati a rilanciare il modello. Come andrà questa volta?

Grazie a STUDIO EUROPA Maastricht e a POLITICO, possiamo assistere in diretta al dibattito tra gli 8 Spitzenkandidaten per il 2024.

Il 29 aprile, a partire dalle 19, interverranno i candidati di 8 gruppi. L’unico che non ha presentato un candidato è il gruppo dei Conservatori e Riformisti (sic!), in inglese ECR.

Ecco i temi del dibattito:

  • cambiamento climatico
  • politica estera e di difesa
  • democrazia nell’Unione europea

Ed ecco il link per assistere in diretta:

MAASTRICHT DEBATE

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